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Vallada Agordina

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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DA VALLADA AI CAMPI DI BATTAGLIA


Volume di 1035 pagine, copertina rigida, che raccoglie storie di uomini e donne della comunità valladese, dalla dominazione napoleonica alla grande guerra.

In vendita:
•    Presso le edicole dell’Agordino
•    On-line: per informazioni chiamare il n. 3479408267 oppure e-mail luca.delchin@libero.it

 

Dalla prefazione della dottoressa Claudia Salmini (già direttore dell’Archivio di Stato di Belluno)

Questo libro, giunto a pubblicazione con oltre mille pagine tra testi e fotografie, è il frutto di un impegnativo progetto che ha richiesto circa sei anni di ricerca e di lavoro per ricostruire le biografie dei valladesi che hanno partecipato alla Grande Guerra, ma per dare anche un'identità a quanti hanno combattuto nelle campagne militari per gli eserciti francese, austriaco e italiano lungo tutto l'Ottocento e nei primi anni del Novecento.

Tutti i cittadini di Vallada possono disporre così di uno strumento efficace per comprendere meglio i collegamenti tra lapropria famiglia e la storia dei propri avi, dei vicini e dei parenti: per “onorarne la memoria ravvivandola”, come è intento esplicitamente dichiarato dagli autori.

Ma di questo progetto i valladesi non sono solo destinatari, ma si può dire siano anche protagonisti, partecipando a vario titolo alla ricerca col mettere a disposizione lettere, cartoline, diari, oggetti, indicando per ciascuno di questi il senso assunto da tali testimonianze all'interno dei racconti familiari. Un modo questo per agganciare ciascuno di questi ricordi al rispettivo contesto, tramandato dai racconti familiari: insieme di informazioni che non sarebbero facilmente recuperabili senza questa ulteriore mediazione dei discendenti, che continuano a distanza di tanto tempo a giudicare ancora preziosi questi oggetti, e a conservarli tra le memorie più care.

Nei capitoli iniziali un filo intelligente e minuzioso collega i luoghi e i nomi legati a Vallada ai grandi eventi della storia europea visti, interpretati e ricostruiti non solo attraverso la bibliografia disponibile in materia, ma riconducendoli su scala minore al punto di osservazione circoscritto alle 262 case e ai 1266 abitanti che a fine Ottocento popolavano questo centro dell'Agordino. È come se la ricerca fosse stata condotta al microscopio, strumento che ha consentito di analizzare nel dettaglio e nel lungo periodo la storia delle persone e di un paese, restituendo – attraverso questa storia ravvicinata di singoli individui e di famiglie – il senso di una comunità nel Veneto tra Otto e Novecento.

La riuscita di un'operazione di questo tipo dipende in primo luogo dall'impegno e dalla tenacia del piccolo gruppo di ricercatori che vi si sono dedicati, ma è anche il frutto di alcune caratteristiche peculiari di Vallada: la sua popolazione nel corso dei secoli ha dimostrato di avere alcune caratteristiche tipiche in certi luoghi di montagna: “fierezza, spirito libero, autonomie locali (…) uniti al buon livello di istruzione”, per utilizzare le parole del testo. Uomini liberi, abituati a organizzarsi, nelle emergenze e nelle regole che caratterizzano queste valli da secoli, o attraverso la conoscenza di altre città, acquisita nel ricorso tradizionale all'emigrazione, stagionale o permanente. Autonomia che è anche di pensiero, per la consuetudine diffusa a leggere libri, apprendere e far di conto, a studiare per capire: è cosa risaputa che proprio in montagna – e i comuni in provincia di Belluno duecento anni fa non facevano allora eccezione – il tasso di scolarità fosse molto alto: nel corso dell'Ottocento le percentuali di frequenza dei bambini nelle scuole elementari sono le più alte di tutte le province venete.

Lo schema del libro riflette l'intenzione di focalizzare la ricerca intorno a un centro di dimensioni limitate, ora abitato da poco più di cinquecento abitanti, ben consapevoli della grande quantità di relazioni che ciascun luogo, anche quelli minori, intesse con la realtà circostante e dunque con la storia generale.

I capitoli rendono conto di questo intento: collegare Vallada al resto del mondo.

Un accenno alla collocazione geografica di Vallada nel primo capitolo; nei capitoli 2-4 il riferimento al tormentato periodo compreso tra la Repubblica di Venezia, la sua caduta, le campagne di guerra francesi, il primo governo austriaco, il regno d'Italia napoleonico, la Restaurazione, il Quarantotto, la terza guerra d'indipendenza, l'unione del Veneto all'Italia, la Grande Guerra.

I boschi e i sentieri, fissati nelle fotografie del quinto capitolo, restituiscono un'immagine che svela la presenza di trincee e camminamenti scavati durante la guerra, all'origine dei tanti avvallamenti non naturali che si possono ancora oggi osservare durante una gita in montagna. Un modo anche questo per fissare la memoria di una realtà di cui si rischiava di perdere le tracce.

Le lettere e le cartoline spedite dal fronte (capitolo sesto) partecipano a quel fenomeno corale, impressionante per le sue dimensioni sovranazionali, che vede i militari, tanto soldati semplici che graduati, esprimere accoratamente, in ogni messaggio, il desiderio di comunicare con i propri cari, con la famiglia: madri, spose, padri, figli, e l'altrettanto spasmodica, angosciata attesa di notizie.

Le fotografie presentate nel settimo capitolo documentano molteplici aspetti della vita durante la guerra e alcuni aspetti del territorio; i luoghi del fronte (tra tutti, citeremo solo il Col di Lana, ritratto con la neve invernale e, senza, nel 1916), gli spostamenti, le requisizioni, le colonne dei prigionieri.

Nei capitoli seguenti, emergono i nomi dei valladesi che prestarono servizio militare nel corso dell'Ottocento: 8 nel periodo napoleonico, 22 tra la Restaurazione e la fine della cosiddetta terza dominazione austriaca; 16 richiamati nell'aprile del 1866 dall'I.R. Commissario distrettuale di Agordo. A questi, si affiancano quelli – quasi altrettanti – che scelsero di partecipare come volontari alle guerre per l'indipendenza dell'Italia. Importante anche la ricostruzione dell'elenco di quanti prestarono servizio nella Guardia nazionale del Comune di Vallada nel primo decennio unitario: 13 graduati e 234 guardie: praticamente la maggior parte degli abitanti maschi.

Dall'ottavo capitolo in poi, si entra nel pieno della ricerca: l'analisi minuziosa dei dati contenuti nei registri dei Ruoli matricolari, che appartengono al fondo del Distretto militare di Belluno conservato nell'Archivio di Stato di Belluno. Da queste fonti, integrate con quelle dell'archivio storico del Comune e dagli studi dei benemeriti sacerdoti che hanno ricostruito, in epoche e contesti diversi, larga parte della storia del luogo, si possono seguire, in una sorta di 'binario parallelo', le vicende dei singoli militari richiamati alle armi e le vicende dell'Italia unita: le guerre d'Africa tra 1887 e 1911, la partecipazione agli aiuti dopo il catastrofico terremoto di Messina del 1908; interventi che coinvolsero, complessivamente una ventina di soldati, per arrivare poi al vero fulcro della ricerca: l'elenco e le storie dei 390 militari che combatterono nella Grande Guerra.

Le biografie dei soldati valladesi seguono la scansione temporale, a partire dalla classe di leva del 1836 fino al 1900. Dietro ogni scheda biografica si intravede il grande lavoro d'indagine, le precisazioni progressive, lo scioglimento dei tanti dati ambigui che ogni ricerca storica comporta, quella biografica in particolare.

Affiorano così i nomi del padre e della madre, la professione esercitata prima del richiamo alle armi; le tappe del servizio militare prestato: “giunto in territorio dichiarato in istato di guerra”; “prigioniero di guerra”, “liberato dalla prigionia e mandato al campo di concentramento di ...”, “mandato in congedo illimitato”; “concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore”. “Decifrando questi dati, che a volte impressionano per il linguaggio burocratico, a volte scarno, a volte prolisso, si possono ricostruire od intuire frammenti di vite umane che, altrimenti, rischierebbero – immeritato – l'oblio”.

Il grande lavoro di ricostruzione delle biografie dei militari è reso più completo da due ulteriori elenchi (negli ultimi due capitoli), il primo con i nomi dei caduti, dei feriti e dei prigionieri di guerra, e il secondo con i nomi dei Cavalieri di Vittorio Veneto.

 

 

PRESENTAZIONE

Data ultimo aggiornamento: 27/12/2016
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